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LE PREGHIERE

  
Meditazione sulla S. Pasqua di Risurrezione

"Non abbiate paura! Voi cercate Gesù Nazareno, il Crocifisso. E' risorto, non è qui!" (Mc 16, 6)

"La Risurrezione di Cristo - e lo stesso Cristo risorto - è principio e sorgente della nostra risurrezione futura: "Cristo è risuscitato dai morti, primizia di coloro che sono morti…; e come tutti muoiono in Adamo, così tutti riceveranno la vita in Cristo" (I Cor 15, 20-22)" (CCC n. 655).


Cristo è veramente risorto?

La nostra ragione coglie la credibilità della Risurrezione basandosi su argomenti razionali: Gesù deve essere veramente risorto, perché nessuno pagherebbe con la propria vita per una menzogna, mentre gli Apostoli hanno dato la loro vita per annunciare la Risurrezione di Gesù. Essi hanno visto il Risorto e lo hanno testimoniato, raccontando la Passione, Morte e Risurrezione del Signore con dovizia di particolari, anche quelli che, secondo la logica umana, sarebbe stato più conveniente tacere (pensiamo per es. al tradimento di Pietro, alla fuga degli Apostoli al momento dell'arresto di Gesù, alla loro incredulità di fronte all'annunzio delle donne, ecc.).

La Risurrezione non ha senso senza la Passione e morte in Croce del Figlio di Dio. Perché Cristo ha sofferto ed è morto in croce per noi? La risposta ce la dà S. Paolo nella I Lettera ai Corinti: "Cristo morì per i nostri peccati secondo le Scritture" (I Cor 15, 3) e Gesù stesso rivela a S. Caterina da Siena: "Io ,altezza infinita, mi unii alla bassezza della vostra umanità, per rimediare alla corruzione e morte del genere umano e per restituirlo alla grazia, che aveva perduta col peccato" (dal Dialogo della Divina Provvidenza). L'offesa fatta a Dio, Essere infinito, col peccato originale era tale che nessun uomo, essere finito, poteva ripararla, solo Dio stesso poteva cancellarla e così liberare tutta l'umanità, passata, presente e futura dalla schiavitù del peccato (cfr. CCC, n. 431-432).

San Leone Magno Papa afferma che Gesù "si affrettò" a risuscitare per poter consolare quanto prima sua Madre e i suoi discepoli e per portare al mondo avvolto nelle tenebre la sua splendida Luce, per questo rimase nel sepolcro il tempo strettamente necessario per adempiere le profezie: tre giorni.

La Risurrezione è Luce per tutto il mondo e per tutte le epoche e spinge il cristiano ad essere luce nel mondo e a portare la Luce di Cristo fino agli estremi confini della terra. Com'è possibile far questo?

E' possibile se il cristiano è autentico discepolo di Cristo e gioioso testimone del suo Amore, in modo che chi non crede, osservandolo, possa arrivare a Dio.

La gioia di noi cristiani non dipende dal benessere materiale, né dalla buona salute, né dall'assenza di difficoltà, ma viene dalla certezza dell'Amore di Dio per noi, dalla sua continua presenza in mezzo a noi e dalla nostra corrispondenza al suo Amore, pur tra tutte le difficoltà che la vita riserva.

Noi siamo chiamati a testimoniare questa gioia, come fecero i primi cristiani, che seppero irradiare il messaggio evangelico in tutto il mondo con la pace e la gioia che traspariva dal loro volto e dalla loro vita.

La tristezza è sterile, lascia l'anima in balia di molte tentazioni, incupisce l'ambiente e rende più faticoso il cammino. La gioia, invece, produce frutto, fa correre sulla via del Signore ed è una grande alleata nell'apostolato, perché è una prova per gli altri che chi ha Dio nel cuore non può che essere pienamente felice.

Chiediamo alla Vergine Maria, Causa della nostra letizia, di saperci unire alla sua immensa gioia nel vedere il Figlio Risorto e di portare la speranza della Risurrezione a tutti coloro che il Signore metterà sul nostro cammino: Cristo vive, è risorto, ha trionfato sul male e sulla morte! Non è più possibile avere paura, ma il cuore è pieno di gioia e di speranza, perché Cristo vivo è sempre con noi!

 
  








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