Habemus Papam

3.03.13. Piazza S. Pietro una calca di fedeli si raduna nella speranza che questa volta la fumata sia bianca. Tanti pensieri, aspettative, preghiere tutte rivolte verso quella Cappella, dove tutti sapevano essere in corso lo scrutinio per la fumata della sera. E’ stato intorno alle 19.00 che dal comignolo della Sistina esce uno sbuffo di fumo, poco distinguibile a causa della pioggia; ma quando è stato identificabile il colore un grido si alza dalla folla: è bianca!!!
internacional-papa-francisco-20130314-04-size-460-380x270Urla di gioia si alzano continuamente dalla piazza e gli occhi si fissano su quel fumo bianco che ancora una volta ci rassicura: la Chiesa ha ancora una volta, sì, nuovamente, dopo più di 2000 anni il Suo Sommo Pontefice.

Ora ci resta solo attendere il volto del nuovo Papa. Dopo circa un’ora dalla Piazza si vedono accendere le luci della Loggia delle Benedizioni. La tensione e la voglia di sbirciare dietro a quelle tende è grande. Poi, le tende si aprono e nell’inaspettato silenzio, in Piazza risuonano le parole: “HABEMUS PAPAM!”.
Ecco alcune frasi che delineano già la personalità di Papa Francesco:

Camminare. «Casa di Giacobbe, venite, camminiamo nella luce del Signore» (Is 2,5). Questa è la prima cosa che Dio ha detto ad Abramo: Cammina nella mia presenza e sii irreprensibile. Camminare: la nostra vita è un cammino e quando ci fermiamo, la cosa non va. Camminare sempre, in presenza del Signore, alla luce del Signore, cercando di vivere con quella irreprensibilità che Dio chiedeva ad Abramo, nella sua promessa.

Edificare. Edificare la Chiesa. Si parla di pietre: le pietre hanno consistenza; ma pietre vive, pietre unte dallo Spirito Santo. Edificare la Chiesa, la Sposa di Cristo, su quella pietra angolare che è lo stesso Signore. Ecco un altro movimento della nostra vita: edificare.

Confessare. Noi possiamo camminare quanto vogliamo, noi possiamo edificare tante cose, ma se non confessiamo Gesù Cristo, la cosa non va. Diventeremo una ONG assistenziale, ma non la Chiesa, Sposa del Signore. Quando non si cammina, ci si ferma. Quando non si edifica sulle pietre cosa succede? Succede quello che succede ai bambini sulla spiaggia quando fanno dei palazzi di sabbia, tutto viene giù, è senza consistenza. Quando non si confessa Gesù Cristo, mi sovviene la frase di Léon Bloy: “Chi non prega il Signore, prega il diavolo”. Quando non si confessa Gesù Cristo, si confessa la mondanità del diavolo, la mondanità del demonio.

Camminare, edificare-costruire, confessare. Ma la cosa non è così facile, perché nel camminare, nel costruire, nel confessare, a volte ci sono scosse, ci sono movimenti che non sono proprio movimenti del cammino: sono movimenti che ci tirano indietro.

Io vorrei che tutti, dopo questi giorni di grazia, abbiamo il coraggio, proprio il coraggio, di camminare in presenza del Signore, con la Croce del Signore; di edificare la Chiesa sul sangue del Signore, che è versato sulla Croce; e di confessare l’unica gloria: Cristo Crocifisso. E così la Chiesa andrà avanti.

Cristo è il Pastore della Chiesa, ma la sua presenza nella storia passa attraverso la libertà degli uomini: tra di essi uno viene scelto per servire come suo Vicario, Successore dell’Apostolo Pietro, ma Cristo è il centro, non il Successore di Pietro: Cristo. Cristo è il centro. Cristo è il riferimento fondamentale, il cuore della Chiesa.”